8 APRILE 2026 - INCONTRI DI SENSIBILIZZAZIONE E RIFLESSIONE SUL TEMA DELLE DIPENDENZE E SUL RAPPORTO GENITORI-FIGLI CON FONDAZIONE EMA PESCIOLINO ROSSO E.T.S.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE – SERVIZI SOCIALI
INVITA TUTTA LA CITTADINANZA
all’incontro che si terra’ il giorno 8 aprile 2026 alle ore 17:00 presso la “Casa del gusto” in Piazza Risorgimento (accanto all’ufficio dei servizi sociali) con la Fondazione “Ema PesciolinoRosso” a cui presenzierà il fondatore Dott. Gianpietro Ghidini, padre di Emanuele, che, a seguito della morte di suo figlio, ha donato la sua vita ai giovani.
Emanuele aveva 16 anni quando, una sera d’autunno nel 2013, saluta papà Gianpietro, la mamma e le due sorelle, e va a una cena nel suo paese nel bresciano, Gavardo (BS); si trovava in compagnia di amici più grandi di lui ma la serata degenera e Emanuele accetta di provare un «francobollo», un acido che qualcuno dei suoi amici (amici?) più grandi, maggiorenni, gli regala, insistendo.
Emanuele fa «la stupidata», come la chiamerà suo padre, una stupidata che lo porterà via per sempre perchè quel «francobollo» gli «sale» male, gli annienta la lucidità e la sua notte diventa ancora più buia. Si ritrova nei pressi di un ponte sul fiume Chiese e, fuori di sé, in un attimo, si butta in acqua, esattamente nello stesso punto dove una decina di anni prima, accompagnato dal suo papà, aveva liberato un pesciolino rosso. Il corpo di Emanuele fu ritrovato alcune ore dopo a duecento metri da dove lui e il suo pesciolino si erano tuffati, trovando entrambi lo stesso destino di morte (il pesciolino fu infatti inghiottito da un’anatra sotto gli occhi sgomenti del bambino e quelli più divertiti del suo papà). proprio questo papà, Giampietro Ghidini, che la notte della morte di suo figlio era pronto a seguirlo incapace di immaginare la sua vita senza di lui, ha trovato in quella fine senza senso il senso della sua vita: infatti, a pochi giorni di distanza dalla morte di Emanuele ha creato una Fondazione che si impegna a tenere i ragazzi a rischio lontani dalla droga.
Gianpietro Ghidini, Imprenditore e libero professionista con un dottorato in economia e commercio, ha dedicato la sua vita alla causa dei ragazzi, mettendo a disposizione la propria esperienza e il suo vissuto per parlare di temi cruciali come le dipendenze, i valori della vita e l’importanza del dialogo tra genitori e figli; la sua missione è diventata chiara: aiutare gli adolescenti a trovare uno scopo nella vita, a prevenire le dipendenze e a realizzare le proprie aspirazioni professionali.
In memoria del figlio Emanuele, Gianpietro ha fondato la Fondazione Ema PesciolinoRosso, un’organizzazione che ha portato la sua testimonianza in oltre mille incontri in tutta Italia, coinvolgendo scuole, famiglie e istituzioni. La Fondazione non si limita solo a sensibilizzare sull’importanza della comunicazione tra genitori e figli, ma promuove anche l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, aiutandoli a costruire un futuro migliore. Il suo impegno e la sua dedizione gli sono valsi numerosi riconoscimenti. Tra questi, il Premio del Parlamento per la legalità internazionale a Montecitorio, il Premio Campione per i giovani dai City Angels a Milano e il Premio per la solidarietà 2018 al Magna Grecia Awards a Bari. Inoltre, è stato premiato con il Vincitore Premio letterario Napoli Time per il suo libro “Lasciami Volare” (2017), un’opera in cui racconta la sua storia di padre e il suo percorso di riscatto attraverso il dolore. Il libro racconta un viaggio attraverso la sofferenza, ma anche attraverso la forza di un amore che può trasformare la tragedia in un’opportunità di crescita. “La vita è come un prisma di marmo dentro cui è nascosta la statua che rappresenta la nostra essenza. Come scultori, dovremmo ‘scolpire’ per ‘scoprire’ chi siamo, io invece aggiungevo pezzi: il successo, i miei beni, il mio ego. E la mia statua era imprigionata. Ho scoperto che il dolore è il martello e l’amore lo scalpello, con i quali ho iniziato a incidere la pietra per essere libero”, scrive Ghidini nel suo libro, esprimendo il profondo cambiamento che ha subito dopo la morte del figlio. Gianpietro Ghidini ha trasformato il suo dolore in una missione: aiutare i giovani a “volare” nella loro vita, a superare le difficoltà e a trovare il proprio scopo. Con la Fondazione Ema PesciolinoRosso, la sua testimonianza non smette di toccare il cuore di migliaia di ragazzi e famiglie, ricordando loro che, anche nei momenti più bui, è possibile riscoprire la speranza e la bellezza della vita.
Nella mattinata del 08 aprile presso il Plesso “TOMMASO FIORE” si terrà invece un incontro rivolto agli alunni della scuola.
Il Sindaco Dott. Gaetano Pichierri
L'Assessore Avv. Roberta Friolo